DotFlorence Team :: Newsletter Marzo 2011

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


E’ iniziato il primo marzo 2011 il Corso di Teoria e tecnica dei Nuovi Media di Scienze Politiche (tenuto da Marco de la Pierre e il suo splendido staff!) ..se siete interessati a partecipare o se semplicemente volete consigli per una bibliografia selezionata sull’argomento vi invitiamo alla lettura dell’articolo di presentazione del Corso che trovate di seguito.

In questa NL abbiamo selezionato due interessanti articoli di Chiara e Deborah della Bottega del Video che trattano tematiche alte sui New Media e i loro effetti sui processi culturali delle societa’ in cui operano. Le tematiche dei due articoli sono il Citizen Journalism e la Pop Culture promossa da New Media come Youtube.

Collegato a questo secondo tema, anche l’articolo di Marco de la Pierre sui Pop Media e la diffusione della creativita’ grassroots (dal basso..).
Infine, se il vostro sogno è quello di realizzare finalmente il video della vostra struttura ricettiva (per pubblicarlo sul sito e indicizzarlo in youtube, google video e nei vari social network..).bè, è arrivato il momento!

DotFlorence offre infatti il 20% di sconto su tutti i nuovi video prenotati a marzo 2011! Indi…affrettatevi!;)

BUON MARZO E BUONA PRIMAVERA A TUTTI! 😉

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Si fa presto a dire WikiRevolution!

Tunisia, Egitto, Libia, Bahrein, Yemen, Iran: nell’inverno caldo della politica internazionale il ruolo dei nuovi media sembra ormai indiscusso.

Cassa di risonanza per istanze e verità troppo spesso ignorate dall’establishment del giornalismo tradizionale, ma anche efficacissimo mezzo di “aggregazione di massa”, volàno per quella potentissima arma che è il passaparola.

Lo abbiamo visto in Italia, quando i social network hanno permesso di radunare oltre ogni aspettativa donne e uomini nelle piazze per gridare “Se non ora, quando?”. Lo abbiamo visto in circostanze più tragiche nel 2008, quando soltanto grazie al web le proteste dei monaci tibetani soffocate nel sangue dall’esercito cinese riuscirono a varcare le soglie di tutto il mondo.

Lo vediamo quotidianamente nelle pagine virtuali dei blog dei dissidenti cubani, lo assaporiamo nei files di Wikileaks, o quando per seguire l’evolversi delle rivolte nordafricane facciamo affidamento alle dirette sul canale Youtube di Al Jazeera .

Proprio Youtube ha diffuso a livello globale l’accorato appello alla ribellione della giovane egiziana Asmaa , subito ribattezzata “the girl who helped start it all”.

E la metafora del sociologo Manuel Castells, che ha parlato di “wikirivoluzione”, è sembrata da allora farsi giorno dopo giorno più calzante.

D’altronde lo stesso Castells, aveva affermato che “la comunicazione consapevole (il linguaggio umano) è ciò che determina la specificità biologica della specie. Dato che la nostra attività è basata sulla comunicazione e Internet trasforma il nostro modo di comunicare, le nostre vite sono segnate profondamente da questa nuova tecnologia di comunicazione”. E non soltanto a livello privato, ma anche e soprattutto per la collettività; sembra sempre più assodato ormai che nell’era digitale tutti noi abbiamo il potere e la possibilità di intervenire sul disegno della società contemporanea e futura.

La tanto auspicata democratizzazione dell’informazione (ma non solo) ottenuta grazie ad Internet è in effetti divenuta realtà, in moltissimi casi.

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Può esistere un giornale senza carta?

Nella giornata di lancio del Daily , dello sciopero dei giornalisti de ” Il sole 24 ore ”  e a pochi giorni dal lancio de Linkiesta.it , si ripropone il dubbio che affligge i giornalisti da metà anni novanta ormai : ” Può esistere un giornale senza carta ? ”

Dal 2001 ad oggi la maggior parte delle testate italiane ( non sportive ) ha avuto un forte calo delle vendite ,  un calo costante che le ha portate a perdere quasi 100000 copie in 10 anni . Questo calo di vendite ha avuto ripercussioni sia per quello che riguarda l’aspetto delle professionale , non nuovi i casi di sciopero e scontri di opinione tra direzione e giornalisti ( Sole 24 ore , Corriere della sera ). Il calo ha avuto ripercussioni anche sugli spazi pubblicitari , arrivandone a dimezzare il costo .

Con il crescente diffondersi della rete ( ne abbiamo parlato qui ) poi ha fornito linfa ad esperienze di citizen journalism , come ad esempio youreporter o più semplicemente twitter ; permettendo a chiunque di trasmettere informazioni e notizie  ( ne abbiamo parlato qui ) .  I giornali cartacei ormai costretti , a dover sbarcare sul web hanno adottato varie strategie chi dedicando redazioni apposite e chi riportando online gli articoli cartacei . Dal lato opposto la rete ha fatto si che nascessero nuove testate totalmente gratuite come ad esempio Ilpost e Linkiesta nate da professionisti che hanno saputo e voluto  cogliere le opportunità offerte dalla rete .

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Wikirebels, la rivoluzione copernicana del giornalismo…

Wikileaks, people have the power?Credo che non esista esempio migliore del fenomeno Wikileaks per confermare in chiave moderna la celebre affermazione di Marhall McLuhan il “Medium e’ il messaggio” (contenuta nel suo celebre saggio del 1967 Gli strumenti del Comunicare)

L’espressione “il mezzo è il messaggio” ci dice che ogni medium va studiato in base ai criteri strutturali in base ai quali organizza la comunicazione; è proprio la particolare struttura comunicativa di ogni medium che lo rende non neutrale, perché essa suscita negli utenti-spettatori determinati comportamenti e modi di pensare e porta alla formazione di una certa forma mentis (indipendentemente dai contenuti veicolati dal mezzo stesso)

La rivoluzione digitale dei nuovi media e la conseguente diffusione sempre piu’ capillare di Internet hanno profondamente inciso nella forma mentis dell’uomo moderno.

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