Il Web è morto, lunga vita ad Internet!

The web is dead, long live the Internet by Chris Anderson
The web is dead, long live the Internet by Chris Anderson

Recensione articolo “The Web is dead” di Chris Anderson da Wired di Settembre 2010

Due decadi dopo il suo arrivo il World Wide Web è stato eclissato da Skype, Netflix, il peer to peer, facebook, le mail, Twitter, i podcast, i quotidiani ottimizzati per Iphone e Ipad e da un milione di altre applicazioni che non utilizzano il web e l’html ma sistemi proprietari chiusi utili a far girare rapidamente le applicazioni.

Sistemi che quindi non utilizzano i browser e non interagiscono con Google.

Appena ci svegliamo prendiamo lo smartphone dal comodino accanto al letto e controlliamo le Mail (applicazione “Mail“). Ci alziamo e inseriamo l’Iphone nel Bose per poter ascoltare la nostra radio preferita attraverso l’App Radiobox (scaricata da I-Tunes con Euro 3,99) che ci permette di ascoltare tutte le radio del mondo (!) con un paio di click…

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Free! Fare i miliardi regalando servizi…

Free di Chris Anderson :: recensione di DotFlorence srl
Free di Chris Anderson :: Recensione di DotFlorence srl

Recensione del libro: “Free!” di Chris Anderson, Direttore del Magazine Wired)

Nell’era di internet è sempre meno vero che il prezzo di un bene è proporzionale al suo valore: nel regno dei bit anche un bene gratuito può essere estremamente utile (Il Sole 24 ore)

Grazie allo sviluppo impressionante delle nuove tecnologie i costi marginali di riproduzione e distribuzione di molti servizi online tendono ormai a zero.

Questo fenomeno è dovuto alla caratteristica fondamentale dello sviluppo tecnologico che è ben illustrato dalla legge di Moore: le performances in termini di potenza di calcolo, trasmissione di banda, capacità di “storaggio” raddoppiano ogni 18 mesi mentre nello stesso arco di tempo il costo per produrle rimane inalterato

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L Ultima copia del New York Times

L’Ultima copia del New York Times, Il futuro dei giornali di carta (di Vittorio Sabadin)

L'ultima copia del New York Times (Vittorio Sabadin)Nel 2007 lo studioso di editoria Philip Meyer sostenne che l’ultima copia cartacea del New York Times sarebbe stata stampata nel 2043.

Pochissimo tempo dopo proprio l’editore del NYT Arthur Sulzberger jr. corresse la previsione di ben 31 anni sostenendo che l’ultima copia del suo giornale sarebbe andata in edicola nel 2012!

Il guru dei media Dawson si è invece spinto in una previsione paese per paese:  il sorpasso di internet sul cartaceo avverrà negli USA nel 2017, in Islanda e Uk nel 2019, in Canada e in Norvegia nel 2020, in Nuova Zelanda, Spagna, Repubblica Ceca, Taiwan nel 2024,in Sud Corea, Russia urbana, Belgio nel 2026. In Italia nel 2027 e a seguire verranno paesi come la Francia (2029), la Germania (2030), il Giappone (2031), la Mongolia (2038) e l’Argentina (2039). Dal 2040 in poi sara’ la volta del resto del mondo.

I giornali cartacei così come li conosciamo sono ormai attaccati su tutti i fronti (e non solo da Internet, come vedremo).

A pagare un “puto euro” (testuale nel libro) per una copia di un giornale di carta all’edicola sono – già adesso – ormai pochi affezionati lettori della vecchia guardia.

Per i giovani (i cosidetti Digital Native) è ormai scontato che l’informazione debba oggi essere sostanzialmente gratuita.

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