Il SEO è morto? – di Paolo Ramponi

Quando: 16 Ottobre 2019 (ore 15-18)

Dove: Auditorium The Student Hotel Florence

Target: Imprenditori hospitality

Docenti: Marco de la Pierre, Paolo Ramponi, Marco Boni, Marco Nicosia

Aziende partner: dotFlorence SrlFull-PriceStrategy Plus

Costo: FREE!

Cosa offriamo: contenuti eccellenti con taglio pratico per migliorare sin da subito i principali KPI (tasso di occupazione, tasso di disintermediazione, RevPar, valore azienda) delle imprese partecipanti.

Il SEO è morto?

C’è chi ha messo in giro questa voce, perchè chi non lo ama, chi non crede in ‘lui’ ma soprattutto chi ha interesse a farvelo credere vorrebbe che passasse chiaro e forte questo messaggio…

Beh, forse fra voi c’è chi non sa se questo benedetto SEO è morto, vivo, o anche se magari se la passa più o meno bene … alla base di questo c’è il fatto che forse non lo si conosce, e non è possibile trarre nessuna di queste conclusioni.

utilizzo https

Certo, se siete contenti di passare ⅙ o anche ⅕ ( o anche più!) del vostro fatturato alle OTA, cioè le Online Travel Agencies che dietro un compenso affatto banale vendono il vostro servizio, camera d’albergo, appartamento, luogo esclusivo, ecc. “perchè fanno loro tutto il lavoro ed io non mi devo preoccupare…” potete iniziare (o continuare) a considerarlo morto.

Il 63% (sostengono le statistiche) dei proprietari dei website non ha mai aggiornato i propri contenuti dal giorno della loro “messa online” (che spesso è anche piuttosto datata) e non pensano minimamente di aggiornarli … figuriamoci di sviluppare una strategia di UX (User eXperience) di livello top, in un ambiente sicuro (https) su server veloci (Http2 > Speed Update), con contenuti studiati appositamente per la navigazione mobile (AMP) … e non ho finito.  Spesso, sempre in questo 63%, c’è chi non crede nella digital strategy come metodo di lavoro e non struttura il proprio website (ovvero la vetrina sul mondo) con tassonomie (organizzazione in-topic dei contenuti, mentre spesso si ragiona off-topic …) e content mirato alla massima corrispondenza agli ‘intenti di ricerca’ (il famosissimo search intent tanto caro a Google).

Per tutto questo non ci sarà mai una OTA della quale potrete dire “pensano a tutto loro…”, vi dovrete preoccupare VOI perchè solo VOI potete esprimere (o cercare di esprimere) e concretizzare con immagini luccicanti e testi semanticamente perfetti la vostra identità per i VOSTRI potenziali clienti: quindi per prima cosa IDENTIFICATELI (Buyers Personas) e create i vostri GANCI (Hooks), uscite dal vostro ego, non pensate che solo perchè avete appena cambiato le piastrelle dei bagni (anche se luccicanti …) questo possa bastare a disintermediare … non pensate a come vi vedete belli voi, ma come vi devono vedere i clienti, fate tesoro anche delle critiche (più che degli elogi …) e spingete sui vostri punti di forza per emergere dalla concorrenza!

I mercati sono conversazioni, ascoltare è fondamentale così come incanalarle sul vostro campo preferito, la vostra Unique Value Proposition che, ascoltando e applicando quanto detto, potrà diventare la vostra Unique Selling Proposition.

Il Seo non è morto si è semplicemente evoluto, rapidamente e in più di una direzione.

Il percorso verso il posizionamento non è una comoda, seppur tortuosa, strada asfaltata, ma un sentiero nella Giungla … Vi serve un fuoristrada con 4 ruote motrici per percorrerla tutta in sicurezza.

Le quattro ruote motrici non sono altro che le 4 basi sulle quali poggia l’ottimizzazione per i motori: Scansione, Architettura, Contenuti e Strategia!

Il 2019 è l’anno in cui Google ha iniziato (o meglio si è perfezionato) nell’ imparare da solo e prende decisioni in autonomia. Infatti ti fornisce o anticipa tante di quelle risposte ed informazioni che ormai il 50% delle ricerche resta sulle sue pagine (= vi cercano e magari vi trovano … ma non arrivano al vostro sito). Non devi essere più intelligente di lui. Devi essere intelligente.

C’è sempre margine per il miglioramento basta passare per la AHA che non è il gruppo pop degli anni ‘80 ma si tratta di un atteggiamento da perseguire: Awareness (rendersi conto), Humility (uscire dal proprio ego) e Action (Agire) prima degli altri!

Per iscriversi all’evento del 24-25 Gennaio e 2020, ecco il form!

dotFlorence Lab, Full-Price & Strategy Plus staff

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CORSO SEO PREMIUM – 24 e 25 Gennaio 2020 (di Paolo Ramponi)

paolo ramponi seo dotflorence
Paolo Ramponi, SEO Rider 2019

I 10 più comuni errori SEO tecnici, risolvibili con una buona e costante SEO Audit…

Articolo di Paolo Ramponi (nella top ten dei SEO Riders Italiani)

L’ottimizzazione di un sito web è un processo complicato, perchè le carte in tavola vengono cambiate spesso e senza preavviso. Di conseguenza nessun risultato di posizionamento organico è da considerarsi permanente.

L’auditverifica dello stato di salute del vostro sito –  include decine di controlli e richiede conoscenze diverse (tecniche e umanistiche) per un continuo aggiornamento e una  continua revisione.

Di seguito vi elenco alcuni errori ‘vecchi’ e ‘nuovi’ cioè generati a seguito degli ultimi core update dell’algoritmo di Google. 

  1. Index Management: ottimizzare il crawl budget (risorse di scansione dedicate da Google al tuo sito) Usa rel canonical, noindex tag. Detta così sembra una espressione in aramaico. semplifichiamo con un classico: apri la home di Google e nella search box digita:
    site:tuonome.com
    Se all’ultima pagina appare questo messaggio
    corso-seo-google-2019

 

 

 

 

C’è da lavorare (e sui siti non di ultima generazione è quasi sicuro che questo succeda!).

2. Localization: HREFLang

Il tag rel alternate hreflang è ormai fondamentale per i siti multilingua.
Quindi ti devi occupare di questo se il tuo sito è multilingua e se offre contenuti targettizzati per mercati diversi.

<link href=”https://www.tuosito.com/” rel=’canonical’ />
<link rel=”alternate” hreflang=”en” href=”https://www.tuosito.com” />
<link rel=”alternate” hreflang=”de” href=”https://www.tuosito.com/de/” />
<link rel=”alternate” hreflang=”it” href=”https://www.tuosito.com/it/” />
<link rel=”alternate” hreflang=”fr” href=”https://www.tuosito.com/fr/” />
e poi volendo all’infinito
<link rel=”alternate” hreflang=”en-en” href=”https://www.tuosito.com/en-en/” />
<link rel=”alternate” hreflang=”de-de” href=”https://www.tuosito.com/de-de/” />
<link rel=”alternate” hreflang=”it-it” href=”https://www.tuosito.com/it-it/” />
<link rel=”alternate” hreflang=”fr-fr” href=”https://www.tuositor.com/fr-fr/” />

Già analytics vi mostra già le metriche relative:

 

 

 

 

 

 

Possiamo e dobbiamo guidarlo, gestirlo, aggiornarlo… mi raccomando!

3. Keyword Cannibalization
Questa è facile, succede
quando hai più pagine sul tuo sito in competizione per le stesse parole chiave. Evitiamo, please!

4. Over Optimized Anchor Text
Ovvero Low Quality a href, testo al quale è collegato un link (sia interno che esterno)…

Sono considerate irrilevanti le ancore con oltre 100 caratteri, a meno che non si tratti di un URL lungo. Altre ancore di bassa qualità sono in lingua diversa rispetto a quella del sito e con simboli.

Per la cronaca google classifica gli anchor solo in questi pochi tipi…:

Branded: un testo di ancoraggio che include il nome del tuo marchio o una leggera variazione.

Generic: un’ancora che utilizza un termine generico e non include il marchio, ad esempio: “clicca qui“, “leggi di più” o “visita il sito“.

Image: un collegamento privo di ancoraggio viene generalmente mostrato come vuoto.

Miscellaneous: un’ancora che non si qualifica come generica, ma che non è altrimenti correlata al sito Web. Lo spam nei forum e nei commenti classico esempio.

Low Quality: un’ancora di oltre 100 caratteri è generalmente un’ancora irrilevante a meno che non sia un URL lungo. Un’altra ancora di bassa qualità è una lingua diversa e con simboli.

Targeted: un’ancora che include il termine esatto o parziale per il quale stai cercando di classificare, efficace per ottenere classifiche ma con un rischio maggiore di attivare un filtro di Penguin sul tuo sito.

Topical: un’ancora sull’argomento, ma che non include il termine designato. Ad esempio, un sito affiliato che recensisce le “migliori scarpe da corsa” potrebbe includere ancore di attualità come: “allenamento sano“, “brucia molte calorie” o “sport ad alto impatto“.
Ah, la semantica web…!

URL: questo è probabilmente il più ovvio, ma le ancore che sono URL nudi come “esempio.com” e “https://esempio.com” contano come URL.

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