CORSO SEO PREMIUM – 24 e 25 Gennaio 2020 (di Paolo Ramponi)

paolo ramponi seo dotflorence
Paolo Ramponi, SEO Rider 2019

I 10 più comuni errori SEO tecnici, risolvibili con una buona e costante SEO Audit…

Articolo di Paolo Ramponi (nella top ten dei SEO Riders Italiani)

L’ottimizzazione di un sito web è un processo complicato, perchè le carte in tavola vengono cambiate spesso e senza preavviso. Di conseguenza nessun risultato di posizionamento organico è da considerarsi permanente.

L’auditverifica dello stato di salute del vostro sito –  include decine di controlli e richiede conoscenze diverse (tecniche e umanistiche) per un continuo aggiornamento e una  continua revisione.

Di seguito vi elenco alcuni errori ‘vecchi’ e ‘nuovi’ cioè generati a seguito degli ultimi core update dell’algoritmo di Google. 

  1. Index Management: ottimizzare il crawl budget (risorse di scansione dedicate da Google al tuo sito) Usa rel canonical, noindex tag. Detta così sembra una espressione in aramaico. semplifichiamo con un classico: apri la home di Google e nella search box digita:
    site:tuonome.com
    Se all’ultima pagina appare questo messaggio
    corso-seo-google-2019

 

 

 

 

C’è da lavorare (e sui siti non di ultima generazione è quasi sicuro che questo succeda!).

2. Localization: HREFLang

Il tag rel alternate hreflang è ormai fondamentale per i siti multilingua.
Quindi ti devi occupare di questo se il tuo sito è multilingua e se offre contenuti targettizzati per mercati diversi.

<link href=”https://www.tuosito.com/” rel=’canonical’ />
<link rel=”alternate” hreflang=”en” href=”https://www.tuosito.com” />
<link rel=”alternate” hreflang=”de” href=”https://www.tuosito.com/de/” />
<link rel=”alternate” hreflang=”it” href=”https://www.tuosito.com/it/” />
<link rel=”alternate” hreflang=”fr” href=”https://www.tuosito.com/fr/” />
e poi volendo all’infinito
<link rel=”alternate” hreflang=”en-en” href=”https://www.tuosito.com/en-en/” />
<link rel=”alternate” hreflang=”de-de” href=”https://www.tuosito.com/de-de/” />
<link rel=”alternate” hreflang=”it-it” href=”https://www.tuosito.com/it-it/” />
<link rel=”alternate” hreflang=”fr-fr” href=”https://www.tuositor.com/fr-fr/” />

Già analytics vi mostra già le metriche relative:

 

 

 

 

 

 

Possiamo e dobbiamo guidarlo, gestirlo, aggiornarlo… mi raccomando!

3. Keyword Cannibalization
Questa è facile, succede
quando hai più pagine sul tuo sito in competizione per le stesse parole chiave. Evitiamo, please!

4. Over Optimized Anchor Text
Ovvero Low Quality a href, testo al quale è collegato un link (sia interno che esterno)…

Sono considerate irrilevanti le ancore con oltre 100 caratteri, a meno che non si tratti di un URL lungo. Altre ancore di bassa qualità sono in lingua diversa rispetto a quella del sito e con simboli.

Per la cronaca google classifica gli anchor solo in questi pochi tipi…:

Branded: un testo di ancoraggio che include il nome del tuo marchio o una leggera variazione.

Generic: un’ancora che utilizza un termine generico e non include il marchio, ad esempio: “clicca qui“, “leggi di più” o “visita il sito“.

Image: un collegamento privo di ancoraggio viene generalmente mostrato come vuoto.

Miscellaneous: un’ancora che non si qualifica come generica, ma che non è altrimenti correlata al sito Web. Lo spam nei forum e nei commenti classico esempio.

Low Quality: un’ancora di oltre 100 caratteri è generalmente un’ancora irrilevante a meno che non sia un URL lungo. Un’altra ancora di bassa qualità è una lingua diversa e con simboli.

Targeted: un’ancora che include il termine esatto o parziale per il quale stai cercando di classificare, efficace per ottenere classifiche ma con un rischio maggiore di attivare un filtro di Penguin sul tuo sito.

Topical: un’ancora sull’argomento, ma che non include il termine designato. Ad esempio, un sito affiliato che recensisce le “migliori scarpe da corsa” potrebbe includere ancore di attualità come: “allenamento sano“, “brucia molte calorie” o “sport ad alto impatto“.
Ah, la semantica web…!

URL: questo è probabilmente il più ovvio, ma le ancore che sono URL nudi come “esempio.com” e “https://esempio.com” contano come URL.

5. Poor Linking Strategy (detta anche “evitiamo di linkare cani e porci Strategy”)
Evitiamo di scambiare links con chiunque, non conta il nr ma la qualità, come detto occhio agli anchor, fate puntare i links non solo alla home, costruite un internal linking a due vie.

6. Low Quality Affiliate Content
Collegato con l’errore precedente.
Si sa, Content (leggi Context…) is the King, il vostro ma non solo. Non linkate siti con contenuti di qualità inferiori ai vostri.

7.  User Performance Metrics (ovvero occhio ai KPI di Analytics!)
Sempre da tenere sotto controllo con Analytics: Bounce, nr. di pagine viste, tempo sul sito, percorsi…
 Fissiamo eventi/obiettivi.
Monitoriamo.
Correggiamo.

Restiamo sul pezzo.

8. Titles & Meta Descriptions
Le basi e occhio alla cannibalizzazione.
Seguiamo le regole.
Non conoscete le regole? Venite al corso del 24-25 Gennaio 2020!

9. Internal Redirects
Non esageriamo con i 301… (che sarebbero i redirect permanenti, quando cambiate url ad una pagina o la cancellate) inseriteli solo se necessari e se proprio ci tenete. In ogni caso prima chiedete sempre ad un Guru del SEO. Non avete Guru sotto mano?
Vabbè, scrivetemi pure a info@dotflorence.com

10.  Low Quality Pillow Links
Sono anchor che servono a diversificare i links, ma non perdiamo di qualità (bene i sinonimi  ma non spingiamoci troppo in là …).
La correlazione deve esserci sempre.
Oh, non scherzo, concentriamo bene su questo punto!

Per iscriversi all’evento del 24-25 Gennaio e 2020, ecco il form!

 

dotFlorence Lab, Full-Price & Strategy Plus staff

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