Movimento 5 Stelle, Change.org, Twitter: la democrazia diventa 2.0

Movimento 5 stelle esempio di Democrazia 2.0Internet sta finalmente rendendo il sogno della democrazia diretta e partecipata una realta’.

La Rete e’ la moderna Agora’ dove chiunque sia in possesso di una connessione puo’ prendere la parola per diffondere e condividere con gli altri le proprie idee in modo orizzontale, peer-to-peer, senza filtri scavalcando i media ed i poteri tradizionali.

Comunque la si pensi, le 
ultime elezioni politiche Italiane ci hanno fatto capire che niente – in termini di comunicazione politica – sara’ piu’ come prima.

E tutti dovranno adeguarsi.
Premetto che
non sono un elettore di Grillo ma confesso che sono entusiasta del nuovo livello di consapevolezza politica e mediatica che l’affermazione di Grillo porta con se’.

La vittoria del Movimento 5 Stelle oltre che nel messaggio (i suoi punti programmatici) risiede forse soprattutto nel suo meta-messaggio (la possibilita’ che il Movimento ha dato – almeno potenzialmente –  a tutti di potersi esprimere dal basso, di discutere, di condividere idee senza  passare dai canali tradizionali).

Il meta-messaggio del Movimento 5 Stelle e’ stato: “il nostro medium di comunicazione politica e’ Internet, dove tutti i cittadini/elettori possono esprimersi e discutere. IN INTERNET UNO VALE UNO!”

Grillo ha avuto il coraggio di comunicare utilizzando la Rete ed e’ stato premiato perche’ ha fatto sentire i cittadini finalmente protagonisti.

Come diceva McLuhan: il medium utilizzato diventa il messaggio.
E Grillo (e soprattutto Casaleggio) questa equivalenza ce l’hanno molto chiara in mente.

Ma Internet puo’ contribuire a implementare il potenziale della democrazia non solo in chiave elettorale ma anche – e soprattutto – nella gestione ordinaria della “Cosa Pubblica”. Alcuni esempi (ma solo alcuni):

1)
mettendo in rete in modo trasparente i bilanci e i risultati delle amministrazioni locali e nazionali,
2) dando contemporaneamente la possibilita’ ai cittadini di esprimersi sulle politiche messe in campo dalle amministrazioni locali e nazionali
3) pubblicando i CV (e qualcuno dice anche i redditi) dei politici che ci governano, dei manager di Stato, dei dirigenti pubblici
4) eliminando gran parte della burocrazia attraverso la produzione di comunicazioni, certificazioni, documenti direttamente online, senza file, senza intermediazione, senza perdite di tempo (tagliando dunque anche molti costi)
5) comunicando direttamente e frequentemente con i cittadini magari con canali locali creati ad hoc  su Youtube o su Twitter
6) dando la possibilita’ di creare dal basso petizioni pubbliche che possano essere votate da tutti gli altri cittadini..
7) Organizzando le primarie di partito (e la selezione dei candidati ) attraverso i voti online..
8)  etc, etc

Se qualcuno pensa che queste siano idee che possano e debbano appartenere solo ai “Grillini” si sbaglia. Forse al momento e’ (prevalentemente) cosi’ ma presto tutti i partiti si dovranno adeguare. Pena l’estinzione totale entro la prossima generazione (ovvero quando ogni singolo cittadino avra’ la connessione ad Internet e quindi s’informera’ prevalentemente se non esclusivamente attraverso il web).

Certo per i partiti tradizionali la strada non sara’ breve perche’ il passaggio alla comunicazione via Internet porta con se’ anche un cambio culturale epocale.
Con Internet – come abbiamo detto – uno vale uno.
Con Internet la comunicazione diventa orizzontale e bidirezionale.
La comunicazione sara’ – grazie alla rete – sempre piu’ soggetta al controllo dal basso, al fact checking pubblico, ai commenti della base.
Saranno pronti i partiti tradizionali ad accettare questa dirompente novita’?  E se si’ – peraltro unica risposta possibile – quando?
Ai “post” l’ardua sentenza. 

L’ESEMPIO DI CHANGE.ORG

Nei giorni scorsi si ‘ parlato molto della petizione lanciata da una ragazza fiorentina (Viola tesi) su una piattaforma chiamata Change.org.
Changes.org democrazia diretta in ItaliaChange.org si autodefinisce “piattaforma di petizioni” ed e’ attiva in ben 196 Paesi del mondo.
Chinque abbia delle idee o dei messaggi che ritiene di interesse comune, le puo’ lanciare online e il resto del mondo puo’ decidere di  firmarle, condividerle, commentarle, rilanciarle.


Gia’ molte battaglie civili e politiche sono state vinte con questo sistema in ogni angolo del mondo (e le vittorie sono riportate sul sito stesso..)

Vi invito dunque a scoprire la versione Italiana di questo sito (che al momento rappresenta uno dei piu’ grandi casi di successo sul tema della democrazia 2.0)

Di cosa si parlera’ in questi giorni? Indovinate un po’…..!

>> Per visitare Change.org clicca in: www.change.org 

>> Eccellente blog di web-riflessione democratica 2.0 curato da Vittorio Iervese & friends:
https://sguardoaltro.wordpress.com/ 

>> Blog di Beppe Grillo: https://www.beppegrillo.it/

(Articolo di Marco de la Pierre :: dotFlorence team)

 

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3 commenti su “Movimento 5 Stelle, Change.org, Twitter: la democrazia diventa 2.0”

  1. Penso che la comunicazione andrebbe rappresentanta come un solido e non in modo bidimensionale come di solito si fa.
    Nel tuo post, si parla soprattutto della dimensione “orizzontale” della comunicazione (mobilitare tanta gente, incentivare la partecipazione, ecc.) ma ci sono altre dimensioni che andrebbero considerate. Ad esempio, 1) come si fa a garantire a qualità della comunicazione (e non solo)? Chiunque entri in un forum sa che la quantità delle idiozie e delle volgarità supera enormemente quella delle cose interessanti che vengono dette. oppure, 2) come si fa a distinguere una sciocchezza da ciò che ha fondamento? Infine, come si può garantire la rappresentatività, la pluralità dei punti di vista, la decisione condivisa, ecc.?
    Tutte questioni interessanti che riguardano la vita di tutti noi e a cui ancora la rete non ha fornito risposte. Ma, se la rete siamo noi, allora ci stiamo provando.

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  2. Concordo pienamente con il Sig. Molinari che “.. è tempo di meno reazioni isteriche…..” BRAVI coloro che hanno appoggiato la nomina delle cariche Istituzionali. E’ UN SEGNO DI DEMOCRAZIA
    AUSPICO CHE CONTRIBUISCANO ALLO STESSO MODO ALLA FORMAZIONE DEL NUOVO GOVERNO .

    Marita

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  3. Non concordo sulla posizione “sterilmente astensionista” degli Eletti alle due Camere. Ritengo sia tempo di abbandonare le provocazioni lessicali e di contrapposizione che portano solo il caos. Auspico che – d’ora in avanti – tutti gli Eletti seguano l’esempio di alto profilo civile dato da quanti di loro hanno appoggiato l’elezione delle cariche istituzionali . Comportamento che è tutt’altro che deprecabile. E’ invece auspicabile per appoggiare la formazione di un Governo di cambiamento !!!
    Maria

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