Cultura Open, 2.0, Wiki…

Che cos’è la cultura wiki? Non è altro che uno dei “costumi” digitali sviluppatosi grazie alla diffusione capillare di Internet.

Quando si parla di cultura wiki si parla di una cultura emergente che ha trovato nel web una delle sue espressioni più significative. È un nuovo paradigma sociale, un nuovo modo di concepire la Rete, di approcciarsi all’altro e di condividerne il valore intellettuale. Uno spirito collaborativo incanalato e organizzato dal web 2.0; una vera e propria cultura senza precedenti storici che già adesso sta profondamente modificando il settore economico e produttivo. La Wikiculture è open source, collaborativa e non accetta utenti passivi ma solo prosumer. Tutti possono e “devono” dare il loro contributo.

Grazie allo sviluppo tentacolare della Rete è possibile considerare l’apprendimento reciproco come mediazione dei rapporti tra gli uomini; ci si riferisce quindi ad una conversazione reticolare ed inclusiva che usa il Sapere come chiave principale di interazione.

Nell’evoluzione digitale di quest’ultima e della collaborazione i blog hanno ricoperto senza dubbio un ruolo chiave ma i wiki hanno rappresentato la massima espressione di spontaneità e collaborazione tra persone con interessi affini.

Il wiki in se’ tuttavia, nonostante sia lo strumento piu adatto al coinvolgimento di un gran numero di individui, non è vincolante e diventa un simbolo di tale cultura piuttosto che uno strumento indispensabile. Come dice Sergio Maistrello in La parte abitata della rete con il wiki viene eliminata qualsiasi separazione tra il luogo in cui i contenuti vengono prodotti e quello in cui vengono pubblicati e “consumati”: “E’ come se in un ristorante forni e fornelli si trovassero in bella vista in mezzo alla sala e qualunque cliente potesse a proprio piacimento cucinare ciò che più l’aggrada”.

E’ in questo contesto di sintesi tra collaborazione e “nuovi media” che la cultura wiki realizza progetti un tempo assolutamente impensabili, progetti che coinvolgono con facilità ed immediatezza migliaia di persone.

I suoi tre pilastri portanti sono il crowdsourcing, il cloud computing e il crowdfunding; su di essi raccoglie le proprie risorse sia pratiche che teoriche.
Le iniziative riconducibili ad un’emergente cultura collaborativa sono molte ma una delle più popolari e conosciute è ovviamente Wikipedia, esempio per eccellenza di condivisone libera del sapere e partecipazione collettiva.

Altri esempi di progetti collaborativi espressioni della Cultura Wiki:

Waze
Il primo software di navigazione GPS, multilingua, gratuito, costruito su mappe driver generated. Il progetto è il frutto di una start up israeliana avviata nel 2008 e negli ultimi anni è cresciuto notevolmente grazie alla partecipazione degli utenti che hanno contribuito a migliorarlo e renderlo più funzionale.

– Open Office
Una suite di programmi cosìdetti “da ufficio” dal 2009 di proprietà Oracle, con copyright e licenza LGPL. E’ una valida alternativa open source, multilingua e multipiattaforma agli più affermati pacchetti proprietari  per la produttività personale.  Oggi raccoglie circa 70 versioni linguistiche ufficiali alle quali si aggiungono progetti di traduzione demandati alle community locali..

Life in a Day
E’ il primo lungometraggio girati in crowdsourcing con la collaborazione della community di YouTube. Il progetto chiese agli utenti di girare un video, senza un particolare tema, il 24 luglio 2010 e poi caricarlo entro il 31 luglio sul canale dedicato. Kevin Macdonald, alla regia, si è occupato di raccogliere e selezionare il materiale affiancato da Ridley Scott in veste di produttore esecutivo.

A questi si affiancano ovviamente iniziative più conosciute e affermate come Linux, Seti@home, Progetto Genoma Umano. Progetti che hanno avuto successo e stanno raggiungendo i loro obiettivi esclusivamente grazie agli strumenti e alle opportunità messi a disposizione dalla Rete. Una Rete che alimenta un comportamento digitale mai visto primo e pienamente in grado di cambiare il mondo.

Articolo di Mattia Marasco (lecture tenuta al Corso di Teoria e Tecnica dei Nuovi Media @ Scienze Politiche di Firenze i 12/04/2011)

Link Utili: www.wikiculture.net

 

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