L Ultima copia del New York Times

L’Ultima copia del New York Times, Il futuro dei giornali di carta (di Vittorio Sabadin)

L'ultima copia del New York Times (Vittorio Sabadin)Nel 2007 lo studioso di editoria Philip Meyer sostenne che l’ultima copia cartacea del New York Times sarebbe stata stampata nel 2043.

Pochissimo tempo dopo proprio l’editore del NYT Arthur Sulzberger jr. corresse la previsione di ben 31 anni sostenendo che l’ultima copia del suo giornale sarebbe andata in edicola nel 2012!

Il guru dei media Dawson si è invece spinto in una previsione paese per paese:  il sorpasso di internet sul cartaceo avverrà negli USA nel 2017, in Islanda e Uk nel 2019, in Canada e in Norvegia nel 2020, in Nuova Zelanda, Spagna, Repubblica Ceca, Taiwan nel 2024,in Sud Corea, Russia urbana, Belgio nel 2026. In Italia nel 2027 e a seguire verranno paesi come la Francia (2029), la Germania (2030), il Giappone (2031), la Mongolia (2038) e l’Argentina (2039). Dal 2040 in poi sara’ la volta del resto del mondo.

I giornali cartacei così come li conosciamo sono ormai attaccati su tutti i fronti (e non solo da Internet, come vedremo).

A pagare un “puto euro” (testuale nel libro) per una copia di un giornale di carta all’edicola sono – già adesso – ormai pochi affezionati lettori della vecchia guardia.

Per i giovani (i cosidetti Digital Native) è ormai scontato che l’informazione debba oggi essere sostanzialmente gratuita.
Le nuove generazioni sono state abituate che semplicemente accendendo un computer è possibile in ogni momento e da ogni luogo accedere ai siti delle più importanti testate giornalistiche Italiane e Internazionali, guardarsi l’ultima edizione dei telegiornali (La7.it), le vecchie puntate di Report o di Annozero (rai.tv) o guardare in diretta un canale “all News” come Skytg24 (skytg24.com).
Oppure accedere ai video di archivio delle “Iene” o di “Scherzi a parte” via Youtube.com,  prendere parte alle discussioni di blogstar quali Beppegrillo (beppegrillo.it), Roberto D’Agostino (Dagospia.com), Drudge (drudgereport.com) o scrivere un proprio articolo attraverso Content Management system gratuiti come WordPress, blogspot, etc..

Tutto gratis. Tutto subito. Tutto qui e adesso.

In questo contesto chi può convincere i lettori a pagare quel “puto euro” per leggere le ultime notizie?
Chi può convincerlo a pagare per comprare un giornale che è ingombrante, non “ecologically correct” e che è stato mandato alle stampe (nel migliore dei casi) alle 23 del giorno prima quando con un collegamento veloce è ormai possibile accedere alle notizie in tempo reale (borsa, eventi sportivi, breaking news..) a costo zero?

Gran parte delle persone (i giovani, urbanizzati e con buona cultura in primis ma a seguire tutte le altre fasce della popolazione) hanno ormai accesso a Internet veloce da casa, dalle biblioteche, dalle Università, dai bar, e presto anche dai treni e dagli aerei. Per non parlare del collegamento UMTS che permette di essere ormai connessi con un laptop da quasi tutto il territorio nazionale..)

Come possono i giornali, il giornalismo, l’informazione di qualità sopravvivere in questo contesto assolutamente inedito di feroce e spietata concorrenza (portata avanti anche – tra l’altro – dall’aggueritissima free press…)?
Perchè questa minaccia sembra tanto più grave rispetto a quelle del passato (quando irruppero sul mercato la radio prima e la televisione poi?)
Il Giornalismo di qualità a pagamento è destinato a morire (per essere rimpiazzato dalla free press, dai blog, dai siti delle agenzie (Ansa, Reuters, etc),  dai siti gratuiti dei quotidiani online, dalla televisione..)?

Bill Gates, il guru di Microsoft in un’intervista concessa a Le Figaro disse che per salvare il giornalismo di qualità l’unica strada possibile è quella di investire molto di più nel web. “L’abilità della stampa” – ha detto – “non consiste nel tagliare gli alberi per usarne la carta, ma nel produrre grandi articoli che ne tengano alta la reputazione” .

La qualità del proprio sito e della comunicazione web in senso lato è dunque diventata ormai cruciale per le aziende edtoriali. E naturalmente per essere grandi nel web non basta riprodurre lo schema del giornalismo classico: un titolo, un articolo, una foto, un grafico informativo.
Questo umilierebbe le potenzialità offerte da Internet: il Web consente di fare eccellente giornalismo con orizzonti allargati, non certo limitati dalle dimensioni di un foglio di carta.

Un articolo oggi può essere oggi integrato: da un video, da una galleria di foto, da link che approfondiscano ad esempio la biografia del giornalista o dei protagonisti del pezzo, da un archivio di articoli correlati allo stesso argomento, da blog dov’è possibile lasciare un commento e condividerlo con la comunità di lettori, da un contatto mail per comunicare direttamente con l’autore. Tutto questo in tempo reale, con feed RSS che, su richiesta, ci aggiornano (sul computer o sullo smartphone dell’abbonato) sulla pubblicazione di un nuovo articolo o sull’ultima breaking news.
E se tutto questo non bastasse il contesto in cui si trova questo articolo sarà quello di un giornale superpersonalizzato sui gusti personali del lettore con in evidenza gli argomenti che più gli interessano.
Il tutto perfettamente adattabile ad un PC, ad un MAC, ad uno Smartphone (I-phone, Nokia, Htc, BlackBerry, etc), ad un tablet o ad un ebook reader (I-Pad, Kindle, etc).
Dawson prevede che i successori dell’iPad (riconosciuto come il tablet precursore) saranno allora i mezzi principali di accesso alle informazioni. I modelli base nel 2020 costeranno appena 10 dollari e spesso e volentieri verranno offerti gratuitamente – magari con l’abbonamento a un periodico. Quelli piu’ sofisticati saranno invece ”piegabili o arrotolabili” e ”interattivi”.

E non dimentichiamoci che in un giornale digitale è possibile aumentare la grandezza del font in modo da permettere anche agli ipovedenti di leggere.
Per non parlare della lettura con voce automatica di ogni sezione del giornale per rendere indipendente il pubblico dei non vedenti nella lettura quotidiana del loro giornale (o anche per “leggere” il giornale mentre magari stiamo facendo jogging nel parco!)
Last but not least ogni giornale online grazie ai traduttori automatici sempre più raffinati potrà allargare il proprio pubblico (e in parte già lo fa!) potenzialmente a tutti i lettori di quotidiani del pianeta indipendentemente dalla lingua parlata.

Detto questo, la domanda è:
Il mercato è pronto a pagare per tutto questo il mitico “puto euro”?
La risposta non la so e naturalmente la potrà dare solo il mercato stesso.
Nel mio piccolo posso dire che sono abbonato a 2 giornali online da circa 6 mesi e sono ben felice di pagare qualche euro (circa 5) al mese per l’abbonamento.
Abbonamento che mi permette di leggere articoli aggiornati correlati di video, foto, link, archivi, etc senza  dover scendere in edicola.

E sono molto contento di pagare per un servizio che potrà sicuramente migliorare ma che già adesso considero eccellente.

E sarei anche disposto a pagare qualcosa in più per avere più video, magari un canale all news in diretta 24/7 e la possibilità di personalizzare al massimo la mia informazione magari con una sezione presa dal Corriere, una della Gazzetta, l’editoriale della Repubblica con il controcanto di Libero o del Giornale. E poi magari una carrellata sulle pagine culturali di Le Monde o del NYT.
Tutto sulla “home page” del mio smartphone.
Sarei pronto a pagare una quota a tutti questi giornali per avere un informazione completa di qualità sul mio smartphone in ogni momento della giornata.
E come me sono sicuro che anche molti altri sarebbero disposti a farlo.

Da non dimenticare inoltre che nell’euro dell’attuale prezzo di vendita è  incorporato il costo della carta, della stampa, della distribuzione.
Quanto incidono queste voci nel costo totale?
Quanto potrà costare a regime un giornale concepito, realizzato e distribuito solo in formato digitale?
E il tablet potrà davvero costare fra 10 anni intorno ai 10 Euro?
Sarà possibile in futuro immaginare una
redazione completamente rinnovata, che diffonda i propri contenuti multimediali di qualità in tempo reale in ogni parte del mondo con esperti di grafica, video, immagini, social network affiancati ai vecchi cari giornalisti?

Dalle risposte che si daranno a queste domande dipenderà la sopravvivenza e la prosperità del giornalismo.
E probabilmente anche della Foresta Amazzonica.

Link correlati:

>> Ultima copia del NYT (in vendita)
>> Sito ufficiale del New York Times
>> Sito La7
>> Beppegrillo.it
>> Dagospia.com
>> DrudgeReport
>> Youtube.com
>> Rai.tv
>> Ansa.it
>> Università di Firenze
>> Ross Dawson Blog

>> WordPress.com

Sondaggio Università :: Corso Teoria e Tecnica dei Nuovi Media
Questionario che sarà sottoposto agli studenti da Febbraio 2011

Possiedi uno smartphone?
E un tablet?
Da dove ti colleghi abitualmente?
Hai Internet a casa?
I media attraverso cui ti informi sono…
Acquisti giornali cartacei?
Ha un abbonamento ad un giornale online?
Hai mai scaricato/letto un ebook?
Quante ore davanti ad Internet durante la giornata?
Utilizzi Internet per..
Altri acquisti online: ITunes, E-bay, Amazon, Ryanair?
Hai la televisione a casa?
Hai l’abbonamento a Sky?

(Articolo di Marco de la Pierre :: Responsabile Comunicazione & Marketing DotFlorence Srl e Docente di Teoria e Tecnica dei Nuovi Media presso la Facoltà di Scienze Politiche di Firenze) 

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