Aperitivo 2.0 post BTO ( buy tourism online )
“I social network non sono nati per fare pubblicità, ma per far nascere relazioni”
Frase di Iabichino all’Aperitivo 2.0 alla Bibilioteca Oblate
Insieme ad un amico mi è capitato di scambiare due parole con un albergatore durante l’Aperitivo 2.0 alle Oblate sull’efficacia dei social network per il suo settore. Ci raccontava che era presente nei principali social media con l’account del suo albergo. Parlandoci emergeva la sua incredulità sull’efficacia dei social media per la sua attività “non ho mai ricevuto una prenotazione tramite Facebook e non credo che mai la riceverò, nonostante, – diceva – spenda un’ora tutti i giorni per aggiornare gli account!”.
Approfondendo la discussione è emerso che il suo “aggiornare i diversi account” voleva dire pubblicare dei veri e propri post puramente pubblicitari.
Capite come mai ho iniziato il post con la citazione di Iabichino ?!
E’ stato difficile trovare le parole giuste per spiegare all’albergatore che il metodo che utilizzava (potremmo chiamarla pubblicità 1.0) non era la via migliore (se non addirittura controproducente) per ottenere un feedback positivo attraverso quei canali.
I social media sono luoghi in cui si conversa, dove nascono e si mantengono le relazioni. Le persone vogliono socializzare e non ricevere sterili status prettamente promozionali. Chiunque sia presente nei social network deve stimolare una conversazione, e questo vale soprattutto per le aziende che spesso commettono questo tipo di errori: non si può pensare di fare solo pubblicità, si corre il rischio di venir subito additati come spammer.
Le aziende devono farsi intelligenti e, quando sono presenti nei social network, materializzarsi come una persona e non puntare subito al proprio pratico rendiconto.
Quando sono presenti in rete devono stare al gioco delle relazioni e ascoltare e discutere senza fare dello spam. Se sapranno tenere un comportamento adeguato e corretto, il loro indice di gradimento crescerà e chissà, magari un giorno, se dovessi mai consigliare un albergo sarà proprio di quell’albergatore con cui faccio delle belle chiaccherate su internet (magari su tematiche collegate con l’incoming e con il turismo) e non quello del gestore che pubblica solo aggiornamenti sui propri last minutes e sulle proprie offerte pubblicitarie ( che anzi magari prima o poi segnalerò come spammer!)
>> Leggi anche l’articolo sulle strategie 2.0 by DotFlorence.com
(Articolo by Paolo Epifani, Università Media e Giornalismo - guest blogger per DotFlorence Srl)
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….Quindi, il blog come meta luogo di comunicazione e di condivisione. Le relazioni che seguiranno, la nostra autorevolezza nel settore e il nostro capitale sociale potranno però essere trasformati in fonte di business solo in un secondo momento e comunque mai i nostri post e le nostre relazioni dovranno essere guidati in prima battuta dall’interesse economico. I bloggers che ci leggono sono troppo furbi per non capirlo immediatamente!!
Centrato perfettamente il punto. Come consulente mi viene chiesto spesso sui SN un progetto operativo – che tradotto significa meno impegnativo ed oneroso – non capendo che per essere efficaci qualunque attività operativa deve essere preceduta da una analisi strategica e deve poi risultarne coerente. Intendo dire che aprire un account e pubblicare contenuti NON è essere “social”. E ancora peggio, a mio avviso, è collegare automaticamente i contenuti pubblicati su tutti i SN come se i pubblici fossero sovrapponibili o usassero la stessa grammatica. Si è “social” innanzi tutto se ascoltiamo, se conosciamo il mercato/settore, le esigenze che emergono,…e solo allora la nostra conversazione saprà inserirsi in un flusso, saprà generare fiducia e potrà dare risposte
Approfitto di queste vostre considerazioni, che condivido pienamente, per porvi una domanda: siamo sicuri che sia davvero tutto così social?
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Mi spiego: io lavoro in un hotel dove parte del mio compito principale è proprio l’assistenza ai clienti, il cercare di distinguere il servizio che trovano da noi rispetto a quello dei mille altri hotels dei dintorni, e quando ho cominciato a sentire parlare di social network e della necessità di “esserci” sono stata felice di partecipare al Bto perchè volevo capire, io da anni frequentatrice di community, come si potesse utilizzare un social network come puro strumento di marketing. Quindi non vi nascondo che le vostre parole mi fanno, dal punto di vista dell’utente, tirare un sospiro di sollievo.
La seconda parte della mia ricerca, e questa volta da “albergatrice”, la sto quindi svolgendo sul mio facebook privato e cerco di aggiungere persone che si occupino di marketing, o di turismo, in modo da prendere esempio e trovare il giusto equilibrio per l’ingresso del mio hotel sui social network.
Ad ogni persona che aggiungo, o che mi aggiunge, scrivo quindi un messaggio in cui ringrazio per la richiesta di amicizia e ne chiedo il motivo principale, sottolineando il mio essere un po’ old style, data la necessità di avere contatti con le persone che fanno parte del mio facebook.
Le risposte che ho ottenuto, e non da tutti, sono state nella maggior parte dei casi liquidate in un paio di righe, nelle quali, paradossalmente, si menziona la necessità di essere ovunque (ergo, mostrare la propria presenza online, produrre parole) ed in alcuni altri, proprio in maniera specifica, mi è stato detto che c’era la necessità di esserci “per lavoro”, quindi i contatti “servivano”. Poi, il nulla. Sarà in arrivo un’altra campagna di Burgher King, ed io ho molte probabilità di essere scambiata con un panino?
Insomma, la mia domanda è: ma se io fossi una potenziale cliente, sercondo voi potrei mai scegliere di rivolgermi a qualcuna di queste persone?
Gradirei davvero che qualcuno potesse darmi altri pareri, nonchè spunti di riflessione.
Buon giorno a tutti,
@Marco e Roberta, è esattamente quello che ho espresso nel post.
@barbara, le domande che poni non sono semplici, provo a darti una risposta
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“siamo sicuri che sia davvero tutto così social?” Dipende da cosa si cerca e con chi ci si relaziona.
Va detto che:
a) i professionisti del marketing sono persone che vanno sapute prendere e non sempre dicono quello che vogliamo sapere (la conoscenza è il loro lavoro)
b) bisogna seguire la netquette della rete: la considerazione in rete va creata giorno dopo giorno (sopratutto se partiamo da zero:) bisogna prima presentarsi, partecipare ai post o agli aggiornamenti e, con il tempo, una volta che ci siamo fatti conoscere, aquistiamo considerazione. Quando ci saremo costruiti un minimo “reputazione online” riceveremo risposte alle nostre domande.
Per rispondere anche all’altra domanda: “ma se io fossi una potenziale cliente, sercondo voi potrei mai scegliere di rivolgermi a qualcuna di queste persone?”
Credo che se tu ti fossi presentata ad un operatore di marketing dicendogli “potrei diventare una tua cliente”, sicuramente avresti avuto tutt’altra attenzione. Non voglio dire che tutti gli operatori di marketing sono cosi, ma …
La rete secondo me è social quando si comprende quali sono i “social network” adatti alle nostre esigenze, quali sono le “persone” nei social con le quali condividiamo argomenti, quali sono le “liste” o “camere” all’interno dei Social dove si parla degli temi di nostro interesse, etc..
Gli Utenti Attivi della Rete vanno saputi coltivare. Dovresti considerare la Rete come il luogo delle Pubbliche Relazioni, dove queste vanno costruite e dove ci sono delle tacite regole di convivenza/conoscenza! Una volta che ci saremo fatti conoscere si creerà automaticamente un bacino di persone attive attorno a noi, alle quali potremmo porre domande.
Spero di averti dato qualche spunto e prego sia te che Marco o Roberta di correggermi se ho “tirato qualche sfondone”
^_^
@barbara ps comunque, per conoscere e conversare, ti consiglierei di cominicare ad utilizzare Twitter o FriendFeed. Sono strumenti piu adatti di Facebook per attivare delle conversazioni
@Paolo, credo siano doverose solo un paio di precisazioni da parte mia: sono anni (= da ottobre 96) che frequento le varie community di internet, anni fa anche dal punto di vista professionale, quindi so esattamente come funzioni questo mondo, e sono io la prima a segnalare i furbi che cercano di spacciare pubblicità alle loro imprese con la scusa di fare due chiacchiere.
Allo stesso modo so che il modo migliore per entrare a far parte di un mondo dove c’è già gente che comunica è quello di presentarsi ed osservare. E’ quello che ho fatto: ho chiesto ai vari professionisti di poterli osservare, oltre che porre loro la mia domanda sul loro punto di vista, non di regalarmi la loro professionalità o i loro segreti.
E’ stato provocatorio, ne sono consapevole, ma il mio meccanismo mentale sarebbe stato: se io devo imparare come pormi nei confronti di miei potenziali clienti (ma anche no), quale modo migliore di vedere chi sa esattamente come comportarsi in questi ambiti come si pone con me?
Non vorrei però rischiare di diventare prolissa, quindi eventualmente possiamo anche proseguire il discorso via email, ma grazie, a prescindere, per la tua bella riflessione
Ciao Barbara,
mi puoi dire dove lavori? Parlando di relazioni potrebbe essere interessante sviluppare idee o progetti comuni fra la tua realtà e il nostro network turistico (maggiori info: http://www.dotflorence.com/dot_network.htm)
Potremmo anche incontrarci di persona e valutare iniziative comuni o anche semplicemente per scambiarci idee su questo crazy 2.0 world!
Ciao Marco
se clicchi sul mio nome vai direttamente al sito del mio Hotel. Io sono di Bologna, e potresti anche aggiungermi su Facebook, risparmiando il test di ingresso, visto che mi hai già risposto qui 
A presto!
@Barbara, compreso benissimo. Devi valutare la mia risposta anche alla luce dei pochi dati che avevo di te
Ora è tutto pù chiaro. Sono disponibilissimo ad approfondire ulteriormente questa conversazione con te. Piacere di conoscerti
A presto