Workshop gratuito (15 Ottobre 2014) – il turista postmoderno, da consumer ad adprosumer e gli 8 concetti fondamentali del webmarketing

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La prima lezione del workshop gratuito organizzato dal dotFlorence Lab (15 Ottobre 2014, dalle 15 alle 18 @ Hotel Adriatico ****) sarà così strutturata:

Ore 15 – 15,15  Intro Workshop dotFlorence Lab, presentazione docenti
Ore 15,15 – 15,45  Il turista post-moderno, da consumer ad adprosumer – (3L E 5i)
Ore 15,45 – 16,15  Definizione webmarketing – gli 8 concetti del webmarketing
Ore 16,15 – 16,50  I 16 segreti per implementare il tasso di disintermediazione del vostro sito web
Ore 16,50-17,00 Coffee Break
Ore 17,00 – 17,45 
Case study: Ancora del Chianti, il caso di un B&B che disintermedia il 99% delle prenotazioni

Ore 17,45- 18,00 Esercizi e compiti da fare a casa (con premi offerti dai nostri sponsor per i migliori lavori!)

INTRO WORKSHOP

Il Touring Club Italiano ha contato che in Italia ci sono 95.000 chiese monumentali, 40.000 fra rocche e castelli, 30.000 dimore storiche con 4000 giardini, 36.000 fra archivi e biblioteche, 20.000 centri storici, 5600 musei ed aree archeologiche, 1500 conventi.

L’Italia è inoltre il Paese al mondo con più siti Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco (54 siti classificati fra culturali e naturali – vedi tutti i siti nella pagina ufficiale Unesco – Italy .

Il Turismo in Italia, come nel resto del mondo registra un’importante fase di espansione (per l’Italia ad esempio la crescita è stata del 2.9% fra il 2012 e il 2013) che – a meno di sconvolgimenti planetari – continuerà per molti anni ancora per diverse concause: 1) la crescita della classe media nei Paesi Brics, 2) la diminuizione dell’incidenza del costo dei voli – soprattutto quelli regionali intra-continentali, 3) la diffusione di Internet.
Secondo il UNWTO (World Tourism Organization) il turismo nel mondo è aumentato del 255% fra il 1970 e il 1990. E se nel 2010 i viaggiatori nel mondo sono stati 1 miliardo, si prevede che nel 2020 i viaggiatori saranno ben 1600 milioni!
La crescita del turismo nel mondo è prevista annualmente fra il 2% e il 4,5% e quasi l’11% del Pil mondiale (il 15% in una città come Firenze) è generato proprio dal settore turistico.

Tutti questi fattori contribuiscono a rendere il turismo una risorsa strategica per i piani di sviluppo di ogni Paese, Italia inclusa naturalmente.

E fin qui le buone (anzi ottime!) notizie.world-ranking-tourism

Il problema è che nonostante sia oggettivamente uno dei Paesi più belli del mondo l’Italia è scivolata al 5° posto nel ranking mondiale fra i Paesi più visitati dopo Francia, Stati Uniti, Spagna e Cina (vedi il world tourism ranking di Wikipedia) e se è vero che non ci possiamo paragonare – per dimensioni – agli Stati Uniti o alla Cina possiamo senz’altra farlo invece con Paesi a a noi molto vicini (per cultura, dimensioni, geografia) come la Francia e la Spagna.
L’Italia fino al 1995 era la 2° destinazione turistica mondiale con una quota del 7,1% oggi siamo la 5° destinazione con una quota del 4,2%

Ci sono molte ragioni (politiche, infrastrutturali, fiscali, etc) che impediscono ad un Paese come l’Italia (forse il Paese più bello del mondo) di essere anche il più visitato del pianeta.

Questi anni di declino (relativo) della “Destinazione Italia” coincidono con gli anni dello sviluppo di Internet  e dell’E-commerce, sviluppo che non ha certo visto il nostro Paese fra i protagonisti più attivi. Noi siamo convinti che esista una relazione diretta fra i 2 fatti.
Mentre in Italia si perdevano anni (e milioni di Euro) per sviluppare ad esempio un portale inutile quale Italia.it negli altri Paesi si è iniziato a studiare tendenze e comportamenti, formare culturalmente la futura classe imprenditoriale, investire in sviluppo, ricerca e innovazione delle infrastrutture e agire di conseguenza seguendo tutto quello che negli anni hanno imparato sul marketing territoriale di nuova generazione.
Alcuni Paesi quali il Canada, la Svizzera, l’Australia hanno così conquistato molte posizioni e molta visibilità nel ranking turistico mondiale e altri come Spagna e Francia hanno mantenuto (e accresciuto) la loro leadership europea e mondiale.

E se è pur vero che non possiamo agire nel breve periodo per risolvere le problematiche fiscali, infrastrutturali, politiche e macroeconomiche dell’Italia noi del dotFlorence Lab siamo convinti che contribuendo a diffondere la cultura turistica (webmarketing, revenue management, accoglienza, comunicazione 2.0, etc)  fra gli operatori della filiera lunga del settore turistico extra-alberghiero (B&B, appartamenti, agriturismi, guide turistiche, agenzie di viaggio, ristoratori, etc) si possa incidere positivamente sulla percezione del brand Italia con benefici diffusi per il sistema turistico nazionale per i singoli operatori turistici.

 

Uno dei maggiori errori che in Italia abbiamo commesso è quello di credere che un “buon prodotto si vende da solo”. Ma purtroppo l’eccezionalità del nostro territorio non basta da sola a vendere e traslando il concetto al livello delle singole strutture il fatto di avere un B&B, un appartamento, un tour operator nel centro storico di Firenze, Roma, Venezia o di una qualsiasi altra città Italiana non basta a far sì che io venda camere (o tour, o coperti di ristorante)  e che guadagni tanto impegnandomi il minimo!

La concorrenza fra Stati nazionali, fra città e fra strutture ricettive ha ormai raggiunto livelli fortissimi e non possiamo più permetterci di approcciarci al settore turistico senza un’estrema professionalità.
Il turismo non è soltanto comunicazione e promozione ma è anche, soprattutto: prodotto, tecnica, strategia, comunicazione.

La gestione di un’azienda turistica, di un B&B, di un tour operator, di un agriturismo non sono più attività che si possono improvvisare per il solo fatto di essere abbastanza fortunati da vivere in uno dei Paesi più belli dei mondo.

E’ per questa ragione che è nato il dotFlorence Lab ed è per questa ragione che nei prossimi mesi vedrà la nascita anche l’Università del turismo con un team di esperti di turismo digitale proveniente da Università e Aziende di tutto il Paese.

 IL TURISTA POST-MODERNO “3L” –   TURISTA CONSUMER, PROSUMER, ADPROSUMER…

Il turismo del terzo millennio è molto diverso da quello di un tempo.

Maggior disponibilità di tempo libero, crescita dell’economia e dei redditi individuali, miglioramento della mobilità, tecnologie di comunicazione e di trasporto più performanti hanno inciso profondamente nel comportamento dei viaggiatori.
Il fenomeno è esploso: oggi non si può più neanche parlare di “turismo“, ma di “turismi” intendendo un insieme di sottoattività che includono molte tipologie diverse di pratica di viaggio: alcune legate ad uno sfruttamento passivo delle attrattive e delle risorse , altre invece ad un interesse attivo e dinamico.
Il profondo cambiamento riguarda soprattutto il come si fa turismo.
Oggi si deve parlare di un turista “3L”
che ricerca learning (apprendimento), leisure (divertimento), landscape (bellezza) per soddisfare le proprie esigenze.
Le trasformazioni culturali, sociali, economiche, tecnologiche hanno dato vita al cosiddetto turismo post-moderno ed esperenziale, si è infatti passati dal turismo passivo (“per guardarsi intorno”) al turismo d’esperienza.
Il turista postmoderno delle 3L cerca una via di distrazione da un contesto normalmente stressante. Pretende tutte le comodità cui è abituato
(Wi-FI, TV Sat, Telefono, SMS, Mail..) ma nello stesso tempo (non senza qualche contraddizione) vuole rallentare il suo stile di vita, almeno in vacanza.
Ricerca attività autentiche, tagliate su misura, uniche e senza falsificazioni ed è  alla continua ricerca di esperienze culturali e di intrattenimento.

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