Dieci anni digitali: 2000-2010

(Articolo di Marco de la Pierre :: Responsabile Comunicazione & Marketing DotFlorence Srl e Docente di Teoria e Tecnica dei Nuovi Media presso la Facoltà di Scienze Politiche di Firenze)

Viviamo ormai in un mondo sempre più connesso.

Alla fine del 2000 360 milioni di persone – concentrate soprattutto nei paesi ricchi – utilizzavano Internet.
Oggi sono 2 miliardi, dal Brasile all’India, dalla Cina al Sudafrica, dalla Russia alla Turchia.

Un piccolo produttore delle montagne del Punjab può conoscere in ogni momento, in tempo reale il prezzo del Curry o del the a livello nazionale e uno studente cinese della Regione Autonoma Uigura dello Xinjiang può seguire a distanza le lezioni di inglese tenute dai migliori professori universitari di Shangai.

Il Web è ormai entrato nelle nostre vite, ha distrutto vecchie professioni (si pensi ai negozi di dischi o, nel prossimo futuro alle catene di noleggio DVD e alle tipografie specializzate nella stampa dei giornali..) e ne ha inventate di nuove (Web Designer, esperti SEO, programmatori, esperti sicurezza reti, etc ).

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La teoria della coda lunga di Chris Anderson

La teoria della coda lunga di Chris Anderson – Da un mercato di massa ad una massa di mercati
(Articolo by Marco de la Pierre, DotFlorence Staff)

La Teoria della Coda Lunga di Anderson ci aiuta a capire molto bene vari aspetti della moderna economia legata al web che con gli strumenti teorici dall’approccio economico neoclassico sono impossibili da identificare.

La curva che rappresenta graficamente le teoria della coda lunga di Anderson

Le teorie neoclassiche ci ricordano che il problema centrale dell’economia risiede nello squilibrio strutturale tra le risorse scarse ed i bisogni illimitati dell’uomo.

Ma la moderna economia delle reti ha ancora risorse scarse? O si deve adesso piuttosto parlare di economia dell’abbondanza? E in che senso si deve utilizzare questo termine?


Analizzare il moderno meccanismo economico legato agli acquisti nel settore dell’entertainment (Cd, DVD, libri, viaggi….) ci aiuta a capire in modo chiaro come la rivoluzione di Internet abbia modificato in profondità (e in pochissimi anni) alcuni settori importanti dell’economia aiutandoci al contempo a comprendere meglio gli scenari futuri di molti altri settori chiave della nostra economia.

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I 10, 100, 1000 Re del Web 2.0

Il Web 2.0 ha modificato per sempre la relazione comunicativa fra Azienda e Mercato.
Non più unidirezionale, verticale, autoritaria dall’Azienda verso i consumatori.
Ma bidirezionale, orizzontale, discussa fra Azienda e Consumatori e fra Consumatori e Consumatori.

Il processo è ormai inevitabile.
E non si torna più indietro.

Nel turismo questo fenomeno è dirompente e fa parte della quotidianità per tutti i gestori di strutture turistiche che ormai da anni si confrontano con i giudizi lasciati dagli ospiti sui vari portali internazionali, da Tripadvisor, a Venere, a Booking, solo per citare i più famosi.

Giudizi che possono veramente cambiare i destini di un’azienda in quanto sono diventati ormai il vero punto di riferimento per i Web Travellers dell’era 2.0.

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Il primo quotidiano solo per Ipad è in arrivo!

Murdoch, tycoon globale lancia il suo primo quotidiano solo per Ipad!
Murdoch, tycoon globale lancia il suo primo quotidiano solo per Ipad!

Il magnate australiano Rupert Murdoch, a capo di un impero editoriale che soltanto negli Stati Uniti va dalla televisione Fox ai quotidiani Wall Street Journal e New York Post (e che nel mondo pubblica ben 175 quotidiani in lingua inglese per un totale di circa 40 milioni di copie a settimana!) ha dichiarato che entro Natale 2010 la sua News Corporation pubblicherà il primo quotidiano che potrà essere letto solo su tablet (Ipad, etc) e  SmartPhone (Iphone, etc)

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Il Web è morto, lunga vita ad Internet!

The web is dead, long live the Internet by Chris Anderson
The web is dead, long live the Internet by Chris Anderson

Recensione articolo “The Web is dead” di Chris Anderson da Wired di Settembre 2010

Due decadi dopo il suo arrivo il World Wide Web è stato eclissato da Skype, Netflix, il peer to peer, facebook, le mail, Twitter, i podcast, i quotidiani ottimizzati per Iphone e Ipad e da un milione di altre applicazioni che non utilizzano il web e l’html ma sistemi proprietari chiusi utili a far girare rapidamente le applicazioni.

Sistemi che quindi non utilizzano i browser e non interagiscono con Google.

Appena ci svegliamo prendiamo lo smartphone dal comodino accanto al letto e controlliamo le Mail (applicazione “Mail“). Ci alziamo e inseriamo l’Iphone nel Bose per poter ascoltare la nostra radio preferita attraverso l’App Radiobox (scaricata da I-Tunes con Euro 3,99) che ci permette di ascoltare tutte le radio del mondo (!) con un paio di click…

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