YouTube: Il mondo è il nostro palcoscenico

23 aprile 2005, ore 20.27: Jawed Karim effettua il primo caricamento ufficiale sulla neonata piattaforma YouTube. Il video ha una durata di 19 secondi e mostra il giovane informatico di fronte ad una gabbia di elefanti presso lo zoo di San Diego. Da questa breve sequenza d’immagini ha inizio la rivoluzione del tubo virtuale.
Il successo stratosferico e torrenziale del sito, nato da un’idea di Chad Hurley, Steve Chen, e Jawed Karim, ha sostanzialmente due origini: una tecnica e l’altra sociale.
La prima è dovuta alle innovazioni tecnologiche dell’ultimo decennio che hanno consentito una condivisione totale e orizzontale di video su tutti i browser.
La seconda, precedente alla prima, è uno dei risultati più evidenti della digital revolution, che ha portato telecamere, macchine fotografiche, telefonini e webcam nelle mani di buona parte del mondo occidentale.
Uno più uno, in questo caso, fa circa 1,65 miliardi di dollari.
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Si fa presto a dire WikiRevolution!
Tunisia, Egitto, Libia, Bahrein, Yemen, Iran: nell’inverno caldo della politica internazionale il ruolo dei nuovi media sembra ormai indiscusso.
Cassa di risonanza per istanze e verità troppo spesso ignorate dall’establishment del giornalismo tradizionale, ma anche efficacissimo mezzo di “aggregazione di massa”, volàno per quella potentissima arma che è il passaparola.
Lo abbiamo visto in Italia, quando i social network hanno permesso di radunare oltre ogni aspettativa donne e uomini nelle piazze per gridare “Se non ora, quando?”. Lo abbiamo visto in circostanze più tragiche nel 2008, quando soltanto grazie al web le proteste dei monaci tibetani soffocate nel sangue dall’esercito cinese riuscirono a varcare le soglie di tutto il mondo.
Lo vediamo quotidianamente nelle pagine virtuali dei blog dei dissidenti cubani, lo assaporiamo nei files di Wikileaks, o quando per seguire l’evolversi delle rivolte nordafricane facciamo affidamento alle dirette sul canale Youtube di Al Jazeera .
Proprio Youtube ha diffuso a livello globale l’accorato appello alla ribellione della giovane egiziana Asmaa , subito ribattezzata “the girl who helped start it all”.
E la metafora del sociologo Manuel Castells, che ha parlato di “wikirivoluzione”, è sembrata da allora farsi giorno dopo giorno più calzante.
D’altronde lo stesso Castells, aveva affermato che “la comunicazione consapevole (il linguaggio umano) è ciò che determina la specificità biologica della specie. Dato che la nostra attività è basata sulla comunicazione e Internet trasforma il nostro modo di comunicare, le nostre vite sono segnate profondamente da questa nuova tecnologia di comunicazione”. E non soltanto a livello privato, ma anche e soprattutto per la collettività; sembra sempre più assodato ormai che nell’era digitale tutti noi abbiamo il potere e la possibilità di intervenire sul disegno della società contemporanea e futura.
La tanto auspicata democratizzazione dell’informazione (ma non solo) ottenuta grazie ad Internet è in effetti divenuta realtà, in moltissimi casi.
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Motorola 2011 VS Apple 1984
C’è modo e modo di fare pubblicità ma questa è sicuramente una delle più originali e sottili che abbia mai visto.
Questa pubblicità è stata diffusa durante la finale del Superbowl 2011:
Il messaggio commerciale di Motorola è chiaro: scegli Xoom e ti differenzierai rispetto ad un mondo sempre più conformato.
Instagram: Arte, Fotografia, Social…
Instragam ad oggi è forse la startup del momento, con la sua ormai celebre applicazione per Iphone ha rivoluzionato il mondo della fotografia con smartphone .
Per poter usare Instagram, è necessario:
- un Iphone con l’applicazione installata ( è gratuita e si scarica da ITunes Store)
- l’account che vi verrà richiesto di creare al primo avvio
- uno o piu account sui più popolari social network
Appena aperta l’app , si scorge subito la sua vocazione alla fotografia e alla condivisione, fulcro centrale del menù in basso è il pulsante ” share ” che vedremo più avanti nel dettaglio.
Nei “Feed“, sono racchiusi gli ultimi scatti dei nostri contatti condivisi sulla piattafforma che possiamo commentare o salvare come preferiti tramite il consueto ” like“.
Nei “Popular” invece sono racchiusi, gli scatti più popolari all’interno della community, ovvero i più condivisi e commentati dagli utenti continua a leggere »
I Pop Media e la grassroots creativity…
Dai Mass Media di comunicazione ‘One to Many’ ai Pop Media dove la comunicazione è intrinsecamente ‘Many to Many’…
Youtube, Twitter, Flickr, Facebook, MySpace, i blog, Wayn, Foursquare…I Pop Media sono ormai una realta’ attraverso cui milioni di persone comunicano ogni giorno.
I contenuti dei Pop Media sono prodotti quasi sempre dal basso, dagli stessi utenti per essere distribuiti in modo orizzontale potenzialmente fra tutti gli altri utenti/produttori di Internet.
La maggior parte di questi contenuti prodotti dal basso non sarebbero mai emersi attraverso i Mass Media classici (TV, Radio, Giornali cartacei, etc) perchè la soglia per accedere ai media tradizionali (in termini di costi, tempo, competenze, burocrazia, professionalità, ‘conoscenze’, etc) è sempre stata troppo alta, e questo ne ha sempre impedito la diffusione di massa.
Oggi e’ invece possibile produrre un contenuto (testo, ipertesto, audio, foto, video, multimediale, etc) e renderlo visibile potenzialmente a milioni di persone in tutto il mondo attraverso i Pop Media più popolari come Youtube, Facebook, le app degli smartphone o dei tablet…
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